Francesca Ursini

Chi troppi pali salta...

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Disturbi visivi

 

Quello dei disturbi visivi è un argomento particolarmente vasto che contempla sia problemi di poco conto che patologie particolarmente gravi e invalidanti.

I disturbi visivi sono piuttosto comuni; secondo i dati OMS nel mondo sono circa 39 milioni i non vedenti e circa 246 milioni di persone hanno altri problemi visivi.

La maggioranza dei casi di cecità (circa il 90%) si verifica nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto a causa di patologie come la cataratta, il tracoma (un’infezione batterica della congiuntiva e della cornea da Chlamydia trachomatis, un batterio Gram-negativo) e l’oncocercosi (una patologia infettiva causata da un nematode filariforme, l’Onchocerca volvulus), che, opportunamente trattate, generalmente non hanno un esito così drastico. Nei Paesi occidentali il problema è meno grave, soprattutto grazie alla prevenzione.

Per comodità espositiva si suddividono i disturbi visivi in due grandi categorie: difetti visivi patologie oculari.

Nei paragrafi seguenti due brevi trattazioni di queste due categorie.

 

Difetti visivi

I principali difetti visivi sono la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo e la presbiopia. Un difetto visivo particolarmente diffuso nei bambini è poi l’ambliopia (condizione patologica nota comunemente come occhio pigro).

La miopia è il difetto visivo più comune nel mondo occidentale, ne soffre, infatti, circa una persona su quattro.  Da un punto di vista tecnico la miopia è un difetto refrattivo (anche ametropia): i raggi luminosi che provengono dagli oggetti posti a una lunga distanza non vengono messi a fuoco sulla retina, bensì davanti a essa. Il soggetto miope vede bene da vicino e male da lontano. Per approfondimenti si consulti il nostro articolo Miopia.

L’ipermetropia è un difetto refrattivo abbastanza diffuso nella popolazione. Se il difetto non è particolarmente grave, l’ipermetropia è spesso asintomatica e di conseguenza passa inosservata. Il difetto è legato a un bulbo oculare eccessivamente corto. I soggetti maggiormente interessati dal problema sono i ragazzi di età inferiore ai 14 anni; ciò si spiega con il fatto che nei soggetti molto giovani l’occhio è fisiologicamente più corto e la sua lunghezza non è ottimale per il potere refrattivo del diottro oculare. Per gli approfondimenti si consulti il nostro articolo Ipermetropia.

L’astigmatismo è uno dei disturbi visivi più comuni; anch’esso fa parte della categoria dei difetti refrattivi. Di norma il difetto in questione è carico della cornea (si parla in questo caso di astigmatismo corneale) che invece di avere una forma approssimativamente sferica è più curva in determinati punti e meno curva in altri. In casi più rari il problema riguarda la lente collocata posteriormente alla cornea (astigmatismo lenticolare). L’astigmatismo comporta una minore nitidezza visiva ed è quindi necessario provvedere alla correzione del difetto. Per approfondimenti si consulti il nostro articolo Astigmatismo.

La presbiopia è un disturbo accomodativo dovuto alla riduzione fisiologica della capacità di mettere a fuoco le cose che si trovano a distanza ravvicinata. Le cause vanno ricercate nell’indurimento del cristallino e/o nell’indebolimento del muscolo che serve a regolare l’accomodazione. Tipico sintomo che caratterizza la presbiopia è la difficoltà nella lettura da vicino. Generalmente il difetto si manifesta attorno ai 45 anni di età e si stabilizza intorno ai 65. Per approfondimenti si consulti il nostro articolo Presbiopia.

L’ambliopia (nota anche come occhio pigro)  è una condizione caratterizzata da una riduzione dell’acuità visiva; la sua eziopatogenesi non è ancora perfettamente nota. Il problema interessa circa il 3% dei bambini al di sotto dei tre anni di età. Generalmente l’ambliopia interessa un solo occhio (ambliopia monolaterale), ma può comunque presentarsi anche in forma bilaterale. L’ambliopia monolaterale è spesso associata a strabismo, mentre l’ambliopia bilaterale si associa frequentemente a nistagmo. Per approfondimenti si consulti il nostro articolo Ambliopia.

 

Patologie oculari

Le patologie oculari sono numerosissime; alcune di esse sono fastidiose, ma non troppo preoccupanti, mentre altre sono particolarmente gravi e invalidanti.

Ovviamente non è possibile trattare in modo esaustivo tutte le patologie che interessano l’occhio; mi limiterò quindi ad accennare brevemente a quelle di maggiore interesse, o perché più comuni o perché di particolare rilievo.

Cataratta – Nota anche come cateratta, è una patologia che causa una perdita progressiva della trasparenza del cristallino, la lente naturale dell’occhio che focalizza sulla retina la luce che supera la cornea. È una patologia particolarmente diffusa e l’intervento di asportazione della cataratta è una delle operazioni chirurgiche più eseguite in tutto il mondo. Per approfondimenti si consulti il nostro articolo Cataratta.

Cheratite – La cheratite è un processo infiammatorio a carico della cornea, la sottile membrana trasparente che riveste iride e pupilla.

Si tratta di una patologia che può interessare bambini e adulti e ne esistono diverse tipologie. Le cause di una cheratite sono veramente tante e le caratteristiche delle varie forme possono essere molto diverse nonostante molti sintomi e segni siano comuni. Per approfondimenti si consulti il nostro articolo Cheratite.

Cheratocono – Patologia della cornea consistente in un’alterazione della cornea che inizia progressivamente ad assottigliarsi e a incurvarsi verso l’esterno. È nota anche come distrofia corneale progressiva non infiammatoria. Per approfondimenti si consulti il nostro articolo Cheratocono.

Congiuntivite – Processo infiammatorio a carico della congiuntiva, la membrana mucosa che ricopre il bulbo oculare e la parte interna delle palpebre. È una patologia piuttosto frequente dal momento che la congiuntiva è molto esposta agli agenti esterni. Esistono varie forme di congiuntivite, sia acute che croniche. Fra le acute le più frequenti sono quelle batteriche che di norma si risolvono nel giro di una settimana. Le forme virali sono invece più difficili da risolvere. 

Diplopia – La diplopia non è una patologia, ma una condizione caratterizzata dalla percezione di una doppia immagine di un determinato oggetto che viene osservato e che può avere le cause più disparate. È un disturbo che può causare molte difficoltà a coloro che ne sono colpiti. Esistono una forma monoculare e una forma binoculare. 

Daltonismo – Il daltonismo è un’anomalia della percezione dei colori. Generalmente si tratta di una condizione di natura genetica, ma esistono forme acquisite la cui insorgenza è legata a danni verificatisi a carico della retina, del nervo ottico o di determinate aree cerebrali. 

Glaucoma – Terminologia generica con la quale si identifica un gruppo piuttosto diversificato di patologie oculari che sono caratterizzate dalla presenza di un danno di tipo cronico e progressivo della papilla ottica. I glaucomi possono portare a cecità o a una sostanziale riduzione delle capacità visive. 

Maculopatia senile – Malattia oculare a carattere progressivo che causa un deficit irreversibile della funzione visiva centrale. È nota anche come degenerazione maculare senile. La malattia colpisce generalmente le persone anziane, ma non mancano casi di maculopatia in soggetti di età meno avanzata. 

Miodesopsie – Note anche come “mosche volanti”, le miodesopsie sono considerate, più che una patologia vera e propria, come un difetto secondario della vista legato a un deterioramento del corpo vitreo bilaterale, fenomeno ritenuto fisiologico nella popolazione che ha superato i 50 anni di età. 

Neurite ottica – Grave patologia infiammatoria a carico del nervo ottico che può comportare notevole riduzione della vista fino ad arrivare alla condizione di cecità. Colpisce tipicamente soggetti adulti di età compresa fra i 20 e 50 anni circa. In molti casi rappresenta la prima manifestazione clinica della sclerosi multipla. 

Nistagmo – Movimento regolare, oscillatorio e involontario dei globi oculari; i movimenti che caratterizzano il nistagmo si succedono in modo più o meno rapido: un movimento sposta i globi oculari in una certa direzione, mentre il movimento successivo li riporta al punto di partenza. Può essere fisiologico o patologico. Il nistagmo patologico riconosce cause di tipo oculare, vestibolare e centrale. 

Retinite pigmentosa – Terminologia generica con la quale si fa riferimento a un gruppo eterogeneo di patologie ereditarie accomunate da un processo degenerativo evolutivo che provoca una riduzione dell’efficienza dei recettori retinici. 

Retinopatia diabetica – Malattia che può colpire i soggetti affetti da diabete mellito di tipo 1 da più di otto anni, in particolar modo quelli che non sono riusciti a controllare bene la patologia (il diabete attacca i vasi sanguigni della retina, con conseguente riduzione della vista). In un soggetto affetto da diabete mellito la possibilità di sviluppare la malattia è circa venti-venticinque volte superiore rispetto a quella relativa a un soggetto sano. 

Sindrome dell’occhio secco – Patologia oculare caratterizzata dalla diminuzione quantitativa e/o dall’alterazione qualitativa del film lacrimale. 

Strabismo – Condizione caratterizzata dal mancato allineamento degli assi visivi degli occhi quando si sta fissando un oggetto. Può essere congenito oppure acquisito. Per approfondimenti si consulti il nostro articolo Strabismo.

Uveite – Processo infiammatorio a carico dell’uvea, lo strato intermedio compreso fra sclera e retina. È una patologia caratterizzata da ipersensibilità alla luce, visione offuscata e rossore oculare accompagnato da dolore. 

Fra le patologie sopracitate, quelle più diffuse di una certa serietà sono la cataratta, il glaucoma, la maculopatia senile e la retinopatia diabetica. Questi disturbi provocano una perdita totale o parziale del campo visivo da uno o entrambi gli occhi; la perdita di visione, inoltre, può anche essere provocata dall’occlusione di uno dei vasi principali che portano sangue al cervello o agli occhi. In questo caso è consigliabile il ricovero in ospedale e, in alcune circostanze, si rende necessario un intervento chirurgico.

Cito infine il distacco della retina (si ha la sensazione di avere un’ombra scura nel campo visivo, a volte accompagnata dalla visione di mosche volanti o lampi); in questo caso è necessario ricorrere al raggio laser o all’intervento chirurgico; se la malattia è in una fase iniziale, le probabilità di guarigione sono buone. Questa patologia può anche colpire l’altro occhio, perciò è necessario effettuare periodicamente esami di controllo.

 

Disturbi visivi e visita oculistica

Una visita periodica dall’oculista permette di sottoporsi a una serie di esami in grado di verificare la funzionalità visiva e l’eventuale presenza di disturbi visivi più o meno gravi.

L’esame del visus consente di capire quale sia l’effettiva capacità visiva della persona, mentre con l’esame al biomicroscopio è possibile valutare lo stato di cornea, cristallino e della parte anteriore dell’occhio, per individuare eventuali lesioni corneali o cataratte. Con il tonometro si possono misurare il livello della pressione intraoculare e la resistenza della cornea, mentre per l’esame del fondo oculare si somministrano alcune gocce di liquido midriatico che provoca la dilatazione delle pupille; l’oculista potrà così osservare la retina, il nervo ottico e i vasi sanguigni.

 

Gli enzimi

 

Gli enzimi sono sostanze che fungono da catalizzatori biologici; sono cioè sostanze che consentono di incrementare la velocità delle reazioni biologiche senza influenzare la termodinamica di tali reazioni. Ricordo, infatti, che una caratteristica di tutti i catalizzatori è quella di rimanere inalterati al termine della reazione stessa.

Grazie agli enzimi, determinate reazioni (che possono essere dirette e inverse, cioè dal prodotto X al prodotto Y o viceversa) avvengono in tempi brevissimi, molto più brevi di quelli relativi a reazioni non catalizzate); siamo infatti nell’ordine dei millisecondi.

Come nel caso di tutti i catalizzatori, l’accelerazione della velocità di reazione avviene grazie al fatto che l’enzima consente un decremento dell’energia di attivazione.


 

 

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